Giorno zero

 E se domandassi ad un bambino a chi dovremmo rivolgerci in una situazione di emergenza come questa, che cosa mi risponderebbe?

   Se lo chiedessi ad un lettore qualsiasi, o magari a te, chiedendoti di rispondere con il cuore del bambino o della bambina che eri, la risposta quale sarebbe?

   Anche se io sono partito da una frase rivisitata che ho sentito da Pippo Franco in un film, molto probabilmente tu o quel lettore citereste uno dei supereroi più conosciuti, o in alternativa il migliore dei santi. Chi, altrimenti? Di certo non citereste un politico.

   Non potendo conoscere che la mia risposta, per ora mi limiterò a citare con gli occhi del bambino che ero, i tre personaggi che dagli anni Ottanta – periodo in cui sono nato – ad oggi sono risultati tra i più popolari, i mai tramontati: Superman, Spiderman e Batman.

   Li ho citati esattamente nell’ordine con il quale mi sono venuti in mente, probabilmente perché la mia testa in automatico gestisce il super podio in questa maniera.

   Partiamo dal primo, Superman, che in via teorica dovrebbe essere il più forte. I più preparati mi diranno che in un film è stato battuto da Batman, ma lascio a loro e al produttore, di quello che più che un colossal è stato (a mio avviso) una cagata colossale, questa personale opinione.

   Dicevo… già per avere dei superpoteri e non aver polverizzato il mondo dopo aver visto il primo telegiornale, Superman è da considerare il più buono ed altruista in assoluto. Chiaramente lui arriva da un altro pianeta sbagliando pure mappamondo; un qualsiasi terrestre con i suoi super poteri avrebbe fatto qualcosa di diverso, ma lui atterra a Smallvile e successivamente si trasferisce a Metropolis, situate entrambe su un pianeta chiamato Terra (copiato spudoratamente dal nostro), ma presente presumibilmente in una galassia made in Boh, distante qualche trilione di anni luce dalla Via Lattea e raggiungibile solo con l’aiuto di droghe belle pesanti.

   Al secondo posto c’è Spiderman, ragazzo dal cuore d’oro, che in realtà è un povero morto di fame morso da un ragno incazzato, affamato e geneticamente modificato, che gli trasferisce in un sol boccone dei superpoteri con il quale lui, grazie agli insegnamenti degli anziani zii, difenderà la terra. Anche lui, una volta ricevuti questi superpoteri, anziché costruirsi un’amaca ai caraibi con una ragnatela ed affittarne altre miliardi in tutto il mondo, decide di compiere il passo più difficile e a parer mio molto discutibile: vigilare quotidianamente sulla grande mela, New York, e di tanto in tanto salvare il pianeta insieme ad altri supereroi. Tanto per farti capire che se anche volessi salvare il mondo… beh, un solo supereroe non basterebbe.

   Ed infine c’è lui, Batman. L’unico super potere che possiede si chiama eredità. Ma di quelle proprio ignoranti; con il suo patrimonio ci costruisce un’armatura semi indistruttibile e delle macchine infernali con le quali combatterà e sconfiggerà il crimine in una città di milioni d’abitanti, ma introvabile su qualsiasi mappamondo, a parte quello di Superman.

   Gotham City. Scusi, do’ rimane? Prima a sinistra, sorpassi Metropolis, dopo il semaforo lo trovi sulla destra. 

   Insomma: uno arriva da un altro pianeta, il secondo viene da un istituto di ricerca e sviluppo dove il mistero più grande è dove cazzo abbiano preso i soldi, visto che la ricerca possiede meno sostenitori di Cristiano Ronaldo; con l’ultimo la domanda sorge spontanea. Ma i supereroi delle città che non esistono, alla fine, chi caspita avranno salvato? Nessuno.

   Ma comunque, togliendo tutte queste considerazioni, è più che certo che ognuno di loro, per salvare il mondo, avesse bisogno di un potere fisico o quanto meno economico, e potesse avvalersi di quell’aiuto. 

   Io mi guardo allo specchio e… cosa vedo?

   Un ragazzo mediamente normale, con un fisico nella norma e un capello a panettone, visto che in un periodo di piena emergenza hanno chiuso tutti i parrucchieri in Italia. Ho provato a chiamare Alessio, il mio, chiedendogli di fare un salto a casa mia, ma mi ha ricordato che la compagna aspetta una bambina e non me la sono sentita di farlo uscire con la mascherina; in questo momento dove i supereroi con la maschera servirebbero come il pane, l’avrebbero sicuramente trattenuto fuori casa. E la moglie, che cosa avrebbe fatto? Resta in casa, Alessio!

   Sempre guardandomi allo specchio, intravedo sul comodino il mio portafogli, che più che portare fogli porta monetine da due euro. Come me la costruisco l’armata o l’armatura? Apro il Monopoli e provo a spacciare banconote false o chiedo un finanziamento al mio direttore di banca, che l’ultima volta me ne ha fatto prendere uno a strozzo con interessi del 50%, solo dopo avergli portato nell’ordine: analisi del sangue, visita cardiologica, colonscopia (fondamentale per vedere in che condizioni è il mio posteriore), buste paga, Certificazione unica e progetti per il futuro. Potrei però cercare su Google Bruce Wayne e chiedere a lui, tanto ho la stessa possibilità di prendere da lui quei soldi piuttosto che da una banca, di questi tempi. 

   Sì, lo so. Molti dei lettori a questo punto potrebbero menzionare Tony Stark (Iron Man), che è un mezzo genio ed ha costruito un impero. Mi piace molto come personaggio; però, da quello che ho capito, almeno nell’universo cinematografico della Marvel, l’hanno seppellito mesi fa, in un film dove tutti si gonfiavano di botte l’uno con l’altro e universo contro universo. Magari, prima di ispirarmi a lui aspetterei che risorga. E non sarà facile, perché quest’anno sembra che sposteranno anche la santa Pasqua.

   E comunque anche lui possedeva un cervello pazzesco ed è dovuto riuscire a costruirsi un aggeggio infernale per combattere le difficoltà e salvarsi il deretano. 

   Io? Cosa posso fare… ultratrentenne miscredente, cresciuto con indottrinamento cattolico e divenuto successivamente più che protestante, proprio un rompicoglioni?

   Ho sempre saputo, fin dalla mia giovane infanzia, che un giorno mi sarebbe stata concessa l’opportunità di salvare il mondo. Ma voi lo salvereste il resto del mondo, guardandolo con gli occhi del telegiornale, nel mezzo del cammin di questa bufera? 

   Un virus chiamato Coronavirus in circolo dagli anni Sessanta, ed aggiornato nemmeno a dirlo dalla Cina alla versione Covid-19, viene distribuito in larga scala come il migliore dei Samsung di ultima generazione, raggiungendo il nord Italia e facendolo diventare agli occhi dei più maligni e sprovveduti il paese untore!

   Ma-de-che, ao! No, dico: ma-de-che, ao!

   Io non vi salvo manco per niente, non ci penso proprio; se volete affidatevi alla mia guida, tanto è una vita che ce lo copiate il Made in Italy, ao!

Io indirizzerò la mia scelta limitandomi verso un’antica prospettiva: mogli e buoi dei paesi tuoi. Da non confondere, ma solo per ora, con quell’altra dei buoi che mi dice sempre mia nonna da quando ho circa otto anni: “tira più un pelo de fregna che un carro di buoi”. Che non è proprio sbagliata, attenzione, ma magari andrebbe aggiornata in base ai tempi di oggi e raccontata in età maggiore. Avrò modo di parlare di questo più avanti in questo breve percorso, che percorrerò proprio mentre scrivo. 

   Ora mi concentrerò sulla mia scelta, il mio amato Paese: l’Italia. Quale supereroe potrà mai riuscire a salvarlo questo Paese, già difficile da salvare in tempi di proverbiale tranquillità? Chi sarebbe disposto a scendere in piazza in un momento in cui non si può nemmeno uscire di casa per andare a fare una passeggiata?

   E se fossi io quella persona, che doni mai potrei avere? Sono un semplice uomo che vive, salvo sporadiche e magnifiche occasioni di breve durata, di completa e beata solitudine… e anche volendo trovare la mia migliore qualità, di sicuro non sarebbe un super potere. 

   Che cosa so fare io, mi sono chiesto. So fare delle belle foto, posso occuparmi di contabilità, essendomi diplomato nel duemila e qualcosa con il massimo dei voti, se consideriamo il massimo equivalente a quello di quando si è diplomato mio padre. Vabbè, il minimo di quando mi sono diplomato io.

   Nella nostra famiglia ci sono tre uomini in casa, tutti diplomati con sessanta e partendo dalla stessa scuola. Io essendo l’ultimo arrivato ho voluto fare qualche deviazione, ma alla fine il risultato ottenuto è stato lo stesso, più o meno. Devo ammetterlo: ho chiesto io ai professori di abbassarmi il voto. Non volevo far sfigurare gli altri due miei predecessori, superando il loro sessanta. Certo, quello di mio padre e di mio fratello era in sessantesimi, il mio in centesimi. Che già la parola centesimi nell’era dell’euro mette paura. Quelle monetine color bronzo sempre zozze, che la gente lascia al supermercato cercando di fare il generoso, dicendo “tenga pure, grazie!”. 

   Insomma, che testa può avere uno diplomato con il minimo dei voti in tempi record a scuola? Record in senso negativo, ovviamente. Grazie al cielo scrivo scuola con la C ma sono costretto a cercare su Google la parola cielo per vedere se si scrive con o senza “i”…

   Senza rispondere a questa domanda, della quale risposta parrebbe scontata (‘na testa de c…), cercherò di affrontare questa missione puntando a raggiungere almeno in questo contesto il massimo dei voti; oppure, semplicemente, tenterò di affrontarla proprio partendo da quei voti, ma in campo religioso. 

   Infatti, non avendo alcuna idea sui miei ipotetici super poteri, mi baserò proprio sul creatore, studiando il suo operato e cercando di conquistare la mia forza, puntando gli occhi verso la più grande entità della storia – che tra l’altro pare mi abbia fatto a sua immagine e somiglianza.

   Giusto il tempo di mandare alla ragazza che amo da sempre un messaggio da supereroe, facendomi prendere seriamente per un pazzo; poi potrò finalmente mettermi al lavoro partendo con la mia missione.

 

Devo lasciarti andare e liberarti da me, soprattutto in questo momento. L’ho sempre pensato vedendo i grandi supereroi in televisione.

Prendi Superman, Spiderman o Batman. Nessuno di loro può concedersi il lusso di avere una relazione di coppia.

Prenderò esempio da loro, in questo momento difficile in cui è richiesto il mio intervento per salvare il pianeta. Tu vai e sii felice, non pensare a me.

 

E giusto il tempo di ascoltare il suo audio di risposta di “noveminutieventicinquesecondi” e comprendere che quella ragazza non farà più parte della mia vita, e perché probabilmente mi ha preso per pazzo, e perché poi non avrei voglia di salvare un mondo in cui le persone mandano messaggi di “noveminutieventicinquesecondi” anziché chiamarsi e dirsi le cose come stanno davvero. 

 

 Ovvero che lei non è la donna che cercavo, anche se l’ho pensato fino a quando non ho ricevuto quella risposta di noveminu… ao e basta! È già abbastanza lungo da pronunciare. In poche parole, non avrei quelle giuste motivazioni che mi servono per scendere in campo. Ma ora basta spiegazioni e domande.

   Ora è tempo di risposte!

   Oh, un momento! Sia chiaro: io lo salvo questo Paese... ma il primo che rivedo comprare le cose made in boh o su quei siti che importano la merce dappertutto, pure da noi e per noi, con l’etichetta made in boh – perché tanto ormai si vende solo quella – poi lo aspetto quando arriva l'aggiornamento al COVID-20 (che pare più o meno sia uguale, ha solo un po' più di espansione). 

   Poi a salvare l'Italia ci mando lui! Non voglio storie. 

   Se tutto il mondo un giorno avrà bisogno di una mano, intanto mi dovrà chiedere scusa per le stronzate che sono volate in questi giorni e poi dovrà azzerare il debito, perché quello che scriverò potrà essere tramandato per le prossime dieci generazioni, salvandole tutte quante.

   E anche se ancora non conosco quello che verrà fuori da questo percorso, parto dal presupposto che in ogni caso ce la farò.

 

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